diritto e bene pubblico

Una proposta di legge sui pozzi artesiani

Piccin: "Urge un intervento legislativo che dia seguito alle 8mila firme raccolte dai cittadini contro l'allacciamento all'acquedotto di quelle abitazioni che per approvvigionarsi d'acqua utilizzano i pozzi artesiani"

Una proposta di legge sui pozzi artesiani (© Regione Friuli Venezia Giulia)

Una proposta di legge sui pozzi artesiani (© Regione Friuli Venezia Giulia)

PORDENONE - «Urge un intervento legislativo che dia seguito alle 8mila firme raccolte dai cittadini contro l'allacciamento all'acquedotto di quelle abitazioni che per approvvigionarsi d'acqua utilizzano i pozzi artesiani, perché l'acqua è, e deve rimanere, un diritto dei cittadini e un bene pubblico».

Così Mara Piccin, consigliera regionale di Forza Italia, annuncia che sta ultimando la predisposizione di una proposta di legge regionale che dia risposte alle richieste dei cittadini.

La consigliera pordenonese, presente all'incontro conclusivo di San Vito al Tagliamento, sostiene che «non è ammissibile l'atteggiamento dell'attuale Giunta Serracchiani che, in barba al Regio decreto 1775/33 e alla volontà espressa dai cittadini, con il referendum nazionale prima e con le petizioni regionali poi, attraverso il Piano regionale di tutela delle acque, adottato con una delibera di Giunta, demandi decisioni politiche ad un Tavolo tecnico».

La consigliera forzista continua: «Già nel gennaio 2015, in tempi non sospetti, con un'interrogazione mettevo in guardia la Giunta regionale circa il deficit di democraticità della scelta operata, visto che nel tavolo tecnico non venivano coinvolti i portatori di interesse più importanti ovvero i cittadini. Al tempo l'assessore Vito mi rassicurava che il Tavolo avrebbe svolto unicamente un compito tecnico. Invece ci si ritrova con delle indicazioni ben precise: obbligo di contatori sui pozzi e obbligo di allacciamento all'acquedotto in presenza di tale struttura».

La consigliera azzurra boccia anche le rassicurazioni provenienti dall'ordine del giorno approvato in sede di discussione della legge di stabilità lo scorso dicembre: «I colleghi consiglieri che hanno proposto l'ordine del giorno a favore della non obbligatorietà per le abitazioni esistenti, ben sanno, a differenza dei cittadini, che un ordine del giorno la Giunta non lo nega a nessuno, in quanto si tratta di un impegno di natura politica e non giuridica».

La consigliera Piccin conclude: «La politica deve fare il suo mestiere: fare quello che gli viene chiesto dai propri cittadini. Non demandare scelte ai tecnici, né illudere con promesse politiche. A giorni presenterò una proposta di legge regionale con una chiara indicazione: in presenza di pozzo artesiano, nessun cittadino sarà obbligato all'allacciamento all'acquedotto e non vi dovrà essere obbligo alcuno di contatori nei pozzi esistenti. Invierò la proposta a tutti i soggetti portatori di interessi per la loro condivisione. E in Consiglio regionale stanerò chi è, nei fatti, contro la volontà dei cittadini».